CURRENT

Anne de Vries mette in scena un evento all’aperto HardStyle (Techno), un’happening in miniatura come una sorta di diorama, con un micro-palco completamente funzionante completo di impianto audio e spettacolo di luci. Il sovraccarico acustico e visivo tipico del genere HardStyle – una combinazione di testi, musica elettronica e immagini – inonda il pubblico con una moltitudine di stimoli.

PAST

“La poesia e la pittura sono identiche; il problema è stranamente lo stesso: è una questione di iconografia, di immagine del mondo. Si tratta di fermare l’immagine e di farne istantaneamente la sintesi, in qualunque maniera”. Enzo Cucchi. La mostra Antifragile è un progetto specifico di Enzo Cucchi per Colli che si sviluppa attorno al dittico “senza titolo (Pound)”, fatto di tarsie ceramiche su cemento. Questo lavoro antimemoriale sul grande poeta Ezra Pound è il fuoco spaziale e di ricerca della mostra.

After Club è un progetto che intende congelare l’impressione di improvviso silenzio e sospensione che ha avvolto la vita notturna da inizio 2020. Una sensazione di precipitazione collettiva che ha investito il mondo del clubbing – nella sequenza esponenzialmente rapida di improvviso annullamento di eventi, disorientamento collettivo, esplosione di online streaming, diffusione di festival e solitari set digitali. Fra le prime discussioni con gli artisti in mostra e la sua attuazione, il mondo è cambiato.

2019

Sinossi (Bon voyage) di Pesce Khete è una serie pittorica su carta che si incentra su diversi cicli stratigrafici, passaggi tracciati per un quadro sinottico dell’opera nel processo. L’artista lavorando in termini appunto di produzione e di pittura sistemica ha cercato di evitare i termini di una “summa” artistica attivando fattori di “scarto”, ripresa e residuo. Le opere che ne derivano sono parte di un processo di ri-scrittura pittorica incessante che si è fermata temporaneamente per la mostra.
 
 

Colli ospita la scena italiana della stampa rivoluzionaria italiana dal ’66 al ’77. La situazione italiana di quel periodo tratteggia un panorama di correnti, movimenti, azioni politico-estetiche molto articolato: Beat, Provotariato, Situazionismo, Agitazione e lotta politica, Contro-cultura, Contro-progetto, Femminismo, Lotta poetica, Proletariato, Rifiuto del lavoro, Festa e rivoluzione totale, Post-situazionismo e neo-dada, Punk, Movimento ’77.

Il progetto Faster than Christ di Franco Ariaudo si inserisce all’interno della più ampia indagine che l’artista ha condotto su alcuni scenari del “possibile” e sull’influenza che questi possono avere sulla nostra percezione della realtà o su quella che presumiamo essere tale. La prima fase della ricerca nasce da una residenza nell’isola ucraina di Biruchiy, un posto caratterizzato da un paesaggio molto suggestivo, immerso nel mare di Azov, che si dice possa essere attraversato a piedi per quanto sia poco profondo

2018

49 anni fa Robert Smithson realizzò il suo primo lavoro “earthwork” Asphalt Rundown nell’ottobre 1969
in una cava abbandonata vicino a Roma con la Galleria L’Attico. Questa mostra e relativa pubblicazione
raccoglie materiale raro e inedito dall’Archivio Claudio Abate e Fabio Sargentini (Galleria L’Attico) che documenta la colata iconica e la mostra di Smithson realizzata all’interno di Galleria L’Attico. Questi documenti testimoniano la ricerca dell’artista tedesco Markus Karstiess che nel 2014 fece uno scavo nel sito romano per cercare i resti dell’azione.

Dexter Sinister presenta la seconda di una serie di 3 mostre da COLLI che tracciano il lavoro di ricerca di Bruno Munari. In occasione di questa mostra “How to design (multiples)”, Dexter Sinister presenta il multiplo “The Last Shot Clock”, un orologio elettronico con un timer idiosincratico originariamente prodotto per La Biennale di Venezia 2013 e da allora riproposto per una serie di mostre e performance da cinque anni a questa parte. Questa mostra, che prosegue il primo progetto “Meet The Tetracono”, presentata nel giugno 2017, includerà una raccolta di materiali storici e rari di Bruno Munari insieme alle opere di Dexter Sinister.

2017

Nella doppia personale il tema sul rapporto tra l’acqua e la città viene mostrato nelle sue molteplici declinazioni. Nell’opera di Suter le numerose immagini cercano di descrivere l’acqua da uno strato superficiale per poi scendere in profondità. Il modo associativo di costruire delle narrazioni che pas- sano solo attraverso l’uso di immagini esistenti permettono all’artista svizzera di descrivere il Teve- re e la sua iconografia, attraverso le sue diverse stratificazioni. Storia e immagine si legano attraver- so un ritmo continuo, scandito da rimandi sensoriali e concettuali. Un’opera per Suter non inizia mai con un dettaglio, il suo lavoro cerca attraverso l’uso di numerose immagini di delineare una en- ciclopedia personale.

Nel 1965 l’artista e  designer italiano Bruno Munari presentò il Tetracono con un evento e una mostra presso lo showroom di Danese a Milano, invitando gli spettatori ad “incontrare il Tetracono” come se fosse una persona. Tetracono invece è un oggetto multiplo, un cubo austero di acciaio nero da 15 cm che ospita quattro coni di alluminio, ognuno dipinto metà rosso e metà verde, progettato con un movimento meccanico a quattro velocità su un ciclo di 18 minuti. La sua funzione è quella di “mostrare le forme mentre sono in processo di trasformarsi”.

Il progetto, pensato appositamente per Colli, nasce dall’interesse dell’artista vicentina per le architetture storiche della capitale che sono state pensate e, quindi, costruite per avere una particolare relazione con la volta celeste.
Lo studio rivolge particolare attenzione al monumento del Pantheon, inteso come strumento utile alla lettura del cielo e all’osservazione dei fenomeni atmosferici. L’oculo della volta, inteso come archetipo della visione, diventa un occhio attraverso cui esperire lo spazio siderale.

2016

L’artista italo tedesco presenta un progetto fotografico eseguito nel contesto dei famosi Giochi senza Frontiere. Particolare attenzione è rivolta alla puntata televisiva del 1995 ambientata nel Castello Sforzesco di Milano, uno sfondo architettonico monumentale con ricche scenografie effimere che inquadrano in “eurovisione” l’agonismo e la sfida mediatizzata.

 

COLLI propone una ricognizione mirata sulle opere multiple in neon realizzate da Nannucci, dalle prime degli anni Sessanta, come “Box” (1969), “Asblue“ (1970), “Quasi infinito” (1975) e “Out of the blue” (1980), alle più recenti “Listen to your eyes” (2007), “Whichever word” (2012) e “Look” (2013), fino ad arrivare a “THINK”, creata appositamente per questa mostra in una edizione di ventuno esemplari. E’ la prima volta che l’artista riunisce ed espone l’intera raccolta dei suoi “neon multiples”, editi da/per istituzioni e musei quali la Fondazione Beyeler di Basilea, lo Sprengel Museum di Hannover, il Kunstverein di Colonia e Francoforte.