PESCE KHETE - Mart Rovereto

08.05 - 15-09-2021

AFTER CLUB – And in the meantime the world has changed,

è un progetto nato e sviluppato in un arco di tempo dilatato. Emersa attorno al 2017 da una iniziale discussione in connessione al progetto Bulc, la mostra trova solo nel 2021 una concretizzazione finale. Con una radicalità per la prima volta esperita nella nostra generazione, le condizioni stesse del pensare la mostra sono completamente cambiate dal 2017. After Club è, in questo senso un progetto che intende congelare l’impressione di improvviso silenzio e sospensione che ha avvolto la vita notturna da inizio 2020. Una sensazione di precipitazione collettiva che ha investito il mondo del clubbing – nella sequenza esponenzialmente rapida di improvviso annullamento di eventi, disorientamento collettivo, esplosione di online streaming, diffusione di festival e solitari set digitali. Fra le prime discussioni con gli artisti in mostra e la sua attuazione, il mondo è cambiato.

Immaginare la mostra dunque a cavallo del 2019 e del 2021 – porta con sé l’impatto straordinario del 2020 nella nostra lettura di uno degli elementi centrali del mondo dei club e dei rave, il ritrovo.

AFTER CLUB intende cristallizzare e prolungare questo momento di sospensione provvisoria e di improvvisa riduzione della folla in “singolarità”, una fase di un fulmineo/brusco arresto e lo fa a partire dal linguaggio stesso del mondo del club.

Come se questa situazione temporanea, dunque diventasse la norma.

Se nell’orizzonte del clubbing l’after è il momento successivo e non ufficiale dell’espansione della festa, quel dopo che prolunga e esalta una comunione segreta di inarrestabili frequentatori della notte, qui after diviene piuttosto un pensiero sullo statuto del clubbing, e dell’idea stessa di “club” o del ritrovo a seguito della apocalisse 2020. L’eco di questo congelamento provvisorio attraversa dunque i lavori in mostra e ne determina la lettura. Nella sequenza delle opere di Riccardo Banfi, Anne de Vries e Luca Pucci, questa linea del “Club After” si esprime in chiave metaforica e poetica nelle fotografie di Banfi, più cerebrale nella simbologia della rave-culture nei lavori di de Vries e in chiave performativa e relazionale nel progetto di Pucci, in cui il ritrovo è qui legato ai balli di gruppo come strumento di unione transgenerazionale.